Walter Veltroni - Noi

tutti Noi

Il romanzo di Walter Veltroni parla delle esperienze comuni a tutti noi. Partecipa al forum inviando una fotografia o raccontando i ricordi tuoi o dei tuoi familiari legati agli eventi narrati nel libro. I contributi selezionati dalla redazione saranno pubblicati sul sito e quelli più interessanti, pervenuti entro il 23 novembre 2009 (anniversario del terremoto in Irpinia raccontato nel romanzo), saranno presentati e discussi da Walter Veltroni in una videochat su Corriere.it. La data e l'ora saranno comunicati su questa pagina.


Speravo in un secolo nuovo... scritto da pinomarino il giorno 10/09/2009 Nella notte che vedeva nascere il nuovo secolo ho fortemente sperato che il millenium bug temuto ,accadesse davvero per portare con se non i file dei computer e tutte le altre diavolerie elettroniche, ma spazzasse via da questa povera Nazione le disuguaglianze, le protervie, l'arroganza, la dipendenza dai potenti, specie qui al SUD. Non è successo nulla...Poi c'è stato un nuovo secolo con la segreteria di Veltroni, almeno così speravo e credevo, ma ho subito compreso, caro Walter, che le tue belle visioni e le tue nuove intuizioni cozzavano irrimediabilmente contro tutto quello che mai avrei voluto trovare e riconoscere nel PD. Il tuo bellissimo libro mi ha confermato la distanza siderale che c'era e c'è tra il tuo vedere in avanti e la rozzezza del presente. Oggi mi sento veramente orfano e non saranno Franceschini o Bersani e neppure il mio omonimo a ridarmi una paternità politica ...  continua

 

Ricorda: non siamo mai i più sfortunati al mondo. scritto da gerrolino il giorno 07/09/2009 ALBENGA (SV) 23 novembre 1980, caserma Turinetto 72° BTG. PUGLIE. Al ritorno da una licenza breve, con grande affanno perchè in ritardo sull'orario del rientro, trovo Mario, il mio vicino di branda, un caporale cuoco di Avellino che prestava servizio alla mensa ufficiali, intento a preparare il borsone da viaggio. Era un ragazzo molto simpatico, buono e cordiale, al punto di avermi "invitato" alcune volte a mangiare i piatti preparati per gli ufficiali in un angolo segreto della cucina: privilegio graditissimo confrontando quel cibo con il rancio della mensa truppa. Era stato, per di più, fra quelli che mi avevano dimostrato più sensibilità dal momento che a mio padre era stato diagnosticato un tumore,durante quel dannatissimo anno di naja. " Non so ancora cosa sia successo ai miei, non vogliono dirmi niente a telefono, speriamo bene, ma ho paura !", fu la risposta al mio ...  continua

 

Una famiglia romana scritto da guido il giorno 03/09/2009 Caro Walter, innanzitutto grazie, davvero grazie. A casa nostra la telefonata arrivò nella tarda mattinata di quel fatidico 16 ottobre 1943. Rispose Guido Laj, il mio bisnonno, massone, antifascista e ricercato. Era una sua parente, chiamava da via Crescenzio in Prati. Avevano saputo che c’era stata una retata al Portico d’Ottavia e che i tedeschi stavano rastrellando gli ebrei in tutta Roma. Proprio sotto di loro abitava una famiglia numerosa che doveva nascondersi di corsa, anche dividendosi se necessario: non sapevano proprio come fare. Fu così che Giorgio e Lidia Soria arrivarono nel villino di via Siacci, dove rimasero fino al giugno del 1944 con nomi falsi. I nonni raccontarono un po’ di storie in questura e ai militi fascisti che venivano ogni tanto a controllare. I bambini capirono che c’era sotto qualcosa ma che non bisognava fare troppe domande né parlare in giro. ...  continua

 

Ancora oggi ricevo quella carezza scritto da Marco Petrulli il giorno 29/08/2009 Mio nonno lavorava in Vaticano già da qualche anno quando fu eletto Giovanni XXIII. Si occupava già allora, se non ricordo male, di mansioni tipografiche e per tutta la vita ha conservato buoni ricordi di Pio XII, nonostante lo considerasse un uomo un po' troppo riservato. Quando, nel 1958, iniziò il pontificato di Giovanni XXIII tutti si accorsero che il mondo stava cambiando, che era ormai all'orizzonte la rivoluzione che avrebbe portato John Kennedy alla Casa Bianca e il primo governo di centrosinistra alla guida del nostro Paese. eppure, nonostante si stesse diffondendo in tutto il mondo la fama di Kennedy, nonostante stessero raggiungendo i cuori di milioni di persone le battaglie di Martin Luther King in favore dei Diritti civili, nonostante tutto questo, mio nonno è sempre stato convinto che sia stato quel discorso di papa Giovanni XXIII a segnare davvero la storia di quel ...  continua

 

Garbatella - 7 Marzo 1944 scritto da DD il giorno 27/08/2009 Entrambe i miei genitori sono della Garbatella, quartiere popolare di Roma. La famiglia di mio padre abitava in un appartamento dell' Albergo Rosso in Via Guglielmo Massaia e la famiglia di mia madre nel palazzo di fronte, l'Albergo Bianco. E già perchè quei lotti della Garbatella erano stati progettati ed edificati per essere alberghi. Mio padre doveva compiere 10 anni, è del 1934, mia madre ne doveva compiere 11 di anni, è del 1933. Il 7 marzo '44, in tarda mattinata, arrivarono i bombardieri americani, che già avevano colpito la Garbatella e l'Ostiense il 3 Marzo. E fu l'inferno... Le famiglie dei miei genitori non fecero in tempo a fuggire nei rifugi antiaerei. Il palazzo di mio padre, l'Albergo Rosso, miracolosamente non fu colpito. L'Albergo Bianco, invece, il palazzo di mia madre, fu colpito dalle bombe e crollò. Morì una sorella adolescente di mia madre e un'altra sorella ...  continua