tutti Noi
Il romanzo di Walter Veltroni parla delle esperienze comuni a tutti noi. Partecipa al forum inviando una fotografia o raccontando i ricordi tuoi o dei tuoi familiari legati agli eventi narrati nel libro. I contributi selezionati dalla redazione saranno pubblicati sul sito e quelli più interessanti, pervenuti entro il 23 novembre 2009 (anniversario del terremoto in Irpinia raccontato nel romanzo), saranno presentati e discussi da Walter Veltroni in una videochat su Corriere.it. La data e l'ora saranno comunicati su questa pagina.
Figlio dei 70 e degli 80 scritto da Guido il giorno 03/03/2010 Ho terminato questa mattina la lettura del libro. Non l'ho letto tutto d'un fiato per "legittimi impedimenti" e perchè, con grande fatica, me lo sono voluto centellinare. In termini di tempo l'unità di misura sono le ore e non i giorni. Siamo più o meno coetanei, qui in provincia. dove mi sono trasferito dopo quarant'anni della città di adozione di Andrea e Alberto, li chiamano militarmente"coscritti". Sono figlio del boom e il militare non l'ho praticato per "esuberanza d'iscritti", con tutta probabilità, meglio così. Avendo vissuto prima in città e poi, da 11 anni in provincia, un grande conforto che mi scalda spesso il cuore, è la forza del mantenimento della memoria, qui dove abito ora, che, penso, si possa trovare in gran parte della provincia italiana. E' un conforto sapere che i vecchi, motore ancora pulsante della memoria, siano qui in provincia diponibili a raccontare com'era prima, com'è cambiato il piccolo mondo attorno a noi, a loro. Ecco mi conforta che la provincia non sia un tritatutto dei ricordi, delle emozioni, della memoria, come ,purtroppo, è la città. Ho amato la tua delicatezza e leggerezza, alternata ad un richiamo costante alla meditazione ed alla riflessione. E' un libro che ti prende per mano e ti conduce nella galleria dei ricordi, senza mai scadere nella nostalgia. Questa mattina, al termine della lettura, mi è venuto spontaneo, sedermi al pianoforte e cantare "La storia" di De Gregori, l'ultima frase, gioiello a mio parere, di sintesi della vera natura del nostro popolo: "....la storia siamo Noi, questo piatto di grano."Mi ha sempre fatto rabbrividire per il suo spessore e la densità di verità che percepisco e che voglio intuire nel nostro DNA di italiani, anche per quelli così distanti, almeno all'apparenza, dalla natura e ruralità.Me la vedrei bene come parte della colonna sonora di un'eventuale trasposizione cinematografica. Da appassionato di storia dell'auto e amante dell'auto d'epoca, mi permetto un appunto ripartito su due fronti: il VW Maggiolone (e non Maggiolino) che appare sul sito in corrispondenza del 1963 urla vendetta. Quello dell'icona, è nato nel 1970 e quindi sarebbe bello che al suo posto ci fosse un vero Maggiolino(quello con i fari ovali, per intenderci) Cabriolet. Sempre rimanendo sullo stesso argomento, forse la scelta di raggiungere Giuditta, povera vittima dei fantasmi della persecuzione nazista, proprio a bordo di un mezzo che Hitler aveva deciso di produrre nel 1934, è stata una scelta , penso involontariamente, indelicata. Grazie per aver scritto quelle parole, in quel modo